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L'ulivo


Secondo gli esperti, l’ulivo fu piantato per la prima volta 1000 anni fa a Paxoi. Alcuni alberi giganteschi che hanno sopravissuto, certificano la loro età. La grande piantatura però ebbe luogo durante il periodo veneziano (1386-1797). Scopo di Venezia, il profitto. D’una parte avrebbe avuto olio senza dazi doganali e dall’altra i suoi cittadini avrebbero avuto un certo reddito. Furono date motivazioni come l’esonero dalle tasse per dieci anni e il pagamento di 40 “cechinia” la piantatura di 100 alberi. Fu allora che furono innestati gli ulivi selvatici che abbondavano ai tempi. Nel 1766 gli ulivi erano 28.672. Nel 1781 erano 74.151. Salvator menziona che nel 1895 ci sono 440.000 coltivati e 100.000 non coltivati. Le ultime cifre sono esagerate. Il numero giusto degli ulivi a Paxoi non può superare le 200mila. Insieme agli ulivi, furono costruiti anche i “muretti” (“lithiès”) per trattenere il poco suolo che la pioggia trascinava fino al mare. La qualità dell’olio è ottima. Nel 1800 Athanàssios Papamàrkos vinse la medaglia d’oro per il suo olio alla fiera di Parigi. Nel 1862 premio per ottima qualità alla Fiera Internazionale di Londra venne dato ad A.Bogdànos e Aloisio Vellianitis. Nel 1867 premio per ottima qualità alla fiera di Parigi si diede di nuovo ad Al. Velianitis. Segue  nel 1870 la fiera olimpica con medaglia di bronzo a Ioànnis Katsìmis  e con medaglia d’argento il sindaco di Paxoi.

Dopo la caduta di Venezia le esportazioni si portarono verso la Russia, la Turchia e la Francia. Le “bracciere” (tipo di imbarcazione) arrivavano fuori del porto di Gaios ed i mercanti mandavano gli otri, leggati l’uno dietro l’ altro, dentro il mare con delle corde, e le tiravano per caricare le stive. I posti di magazzinaggio erano le cosidette “Kapasses” delle giare, le “Piles” (recipienti rettangolari di pietra importate da Malta) e le cisternre che erano scolpite sulla roccia nelle taverne delle case. Oggi si usano recipienti di zinco di grande capacità come per altro barili di ferro. La produzione nel 1776 era sulle 500 tonnellate di olio, aumentandosi in continuazione per poi quadruplicarsi nel 1990. Nel 1905 si effetuò la standardizzazione dell’ olio paxano da Giorgios Antiochos a Michigan degli USA. Nel 1924 si creò la cooperativa agricola di Gaios da un gruppo di produttori, il quale fece la propria fabbrica. Un ruolo cruciale ebbe ed ha tuttora al contenimento delle spese di trasporto e all’ aumento del prezzo dell’ olio. Oggi, continua il suo corso ascendente con delle nuove tecnologie. Gli sforzi di Spiros Antiochos (americano), presidente della communità di Magazia e la sua lotta per l’ abolizione delle irrorazioni aeree con dei pesticidi dannosi furono accolti in modo positivo dalla cooperativa. Dopo lunghe azioni le irrorazioni aeree a Paxoi furono vietate. Una gran parte dei produttori applicano la coltivazione biologica, usando trappole per lo sterminio della mosca olearia e vari tipi di fertilizzanti naturali. Più di 500 ettari, che sono in continuo aumento, vengono coltivati biologicamente e sono finanziati, mentre Paxoi si distingue come la prima regione biologica in Grecia.

La specie dell’ oliva è “Lianolià” e vienne raccolta con retti da olive dopo che il frutto sia maturato e caduto. Le ulive commestibilli: sono le “chondroliès”, “koppanistès”, “throumboliès”, “neroliès”, “salamuras”, “frimennes” etc. L’ oliva è colei che ha nutrito e allevato la popolazione dell’ isola e per seccoli manteneva la maggior parte del reddito del paxano. Malgrado lo sviluppo del turismo negli ultimi decenni il reddito dell’ oliva rimane un aiuto considerevole per ogni famiglia.

 

 



Paxos Tourist Guide 2015
     
 
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Φωτογραφικό υλικό: Σπύρος Κολοβός & Δημήτριος Κίντζιος